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Samsung Galaxy S9 avrà il lettore d’impronte sotto il display?

Si avvicina la data di presentazione di Samsung Galaxy S9, ossia il 25 febbraio 2018 al Mobile World Congress di Barcellona, ed è inutile dire che i rumors, riguardo a caratteristiche tecniche, prezzo e commercializzazione, sono già iniziati da tempo.

La casa sudcoreana sarà la prima ad aprire le danze quest’anno con l’attesissimo Samsung Galaxy S9 e dopo il “Flop” di Apple con iPhone X, sarà ancora più facile battere la famigerata antagonista californiana a colpi di novità.

Le indiscrezioni parlano di un lettore d’impronte digitali posizionato sul display, nella parte frontale del cellulare e non invece nel retro della scocca, dove invece è posizionato sui flagship di quest’anno, per quanto riguarda S8, S8+ e Note 8. Sarebbe un enorme passo avanti, che condurrebbe Samsung sul direttamente sul podio, al primo posto, rispetto ai colossi Huawei e Apple.

Il rilevatore d’impronte è stato un vero e proprio problema nel 2017, è stato messo posteriormente su molti smartphone, su altri è stato addirittura eliminato, come ad esempio su iPhone X, è arrivato il Riconoscimento Facciale, ma in tutti i casi, un vero e proprio sistema di sblocco efficace non è stato ancora implementato.

A battere tutti, inaspettatamente, è stata l’azienza Synaptic, portando al CES 2018 il tanto atteso lettore d’impronte sotto il display, che l’ha messo a punto su un primo prototipo realizzato con il produttore cinese Vivo. Il lettore d’impronte in questione, permette di sbloccare in un attimo il telefono, senza la necessità che ci sia un hardware sulla scocca o un lettore sulla parte posteriore.

E’ stato preannunciato l’arrivo di questa tecnologia sul mercato verso la metà del 2018, ovviamente non sono stati detti i partner, oltre a Vivo con cui Synaptic sta lavorando.Il prototipo di Vivo è uno smartphone dallo spessore abbastanza contenuto, per cui questa tecnologia non va a impedire ai produttori di rendere interessanti e piacevoli i design dei propri smartphone.

Non è detto quindi che Samsung, con Samsung Galaxy S9, possa introdurre la rivoluzione annunciata da Synaptics. Infatti, qualora si stesse parlando del primo semestre 2018, il futuro Galaxy S9 diventerebbe uno dei candidati ideali.

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Addio a Micro e Nano Sim

L’azienda britannica Arm, ha ideato una nuova Sim che non occupa spazio a meno di 10 centesimi.

L’era delle Sim è finita, un sogno che si avvera per chi disegna Smartphone, che ha sempre dovuto tenere in considerazione lo spazio occupato dallo slot per le Sim Card all’interno dei dispositivi. Oggetto indispensabile per il funzionamento degli apparecchi, ma piuttosto ingombrante se si ragiona in un’ottica di ottimizzazione dello spazio.

Arm, azienda britannica che disegna microprocessori, ha trovato la soluzione: il suo nome è Isim, un chip microscopico che andrebbe a sostituire le schede Sim, situato all’interno dei dispositivi, accanto al processore.

I vantaggi delle iSim sono essenzialmente due. A livello di spazio l’iSim occupa meno di un millimetro quadrato, contro i 12,3 millimetri per la Micro Sim e 8,8 millimetri per la Nano Sim. Inoltre l’iSim viene installata sotto al processore e di conseguenza non occupa spazio all’interno del dispositivo, mentre le normali sim hanno bisogno di un carrello rivolto verso l’esterno o di uno slot; infine, proprio perché viene prodotta assieme al resto del chip di sistema, il costo di produzione per ciascuna iSim è di meno di 10 centesimi.

Per quanto riguarda la concorrenza, le iSim di Arm non sono le uniche nel mercato, la stessa soluzione per sostituire le normali schede Sim è stata già pensata da produttori come Apple, Google e Samsung, i quali la stanno già integrando nei propri dispositivi.

L’unico problema riguarda la sua eventuale adozione, la quale dipenderà dal successo o meno che riscuoterà presso gli operatori di telefonia mobile che dovranno adottarla.

I tempi che dovremo attendere per vedere le iSim nei nostri smartphone e nei nostri tablet comunque non saranno brevi. Arm è un’azienda che si occupa di design e non di produzione, in più, nella visione di Arm non saranno smartphone, tablet e computer i primi dispositivi a usufruire della nuova tecnologia, ma solo i sensori e gli attuatori wireless, ovvero tutti quegli oggetti dedicati alla domotica, all’industria 4.0 e alle smart city, il cui funzionamento dipende dall’essere liberamente dislocabili nello spazio ma comunque sempre connessi alla rete.

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Troppo concentrati

Lo smartphone è diventato il prolungamento della nostra persona, lo portiamo e lo usiamo ovunque, ormai persino sott’acqua e le applicazioni che ci facilitano la vita mediante esso sono sempre di più.

Per non parlare di quanto è diventato semplice registrare i momenti più belli della nostra vita, ma ormai, sempre grazie allo smartphone, la parola privacy ha sempre meno valore.

Fissare i ricordi attraverso lo smartphone, è sempre più un mezzo per la pubblicazione di essi sui canali social, piuttosto che un fine a catturare le esperienze significative della nostra vita.

Possiamo tranquillamente affermare che l’uso dello smartphone sta diventando una mania, una fissazione. Accendere il cellulare è la prima cosa che facciamo al mattino, appena aperti gli occhi. 3 persone su 10, addirittura non lo spengono mai e prima ancora di lavare i denti, la prima cosa che fanno è digitare il codice e sbloccare il telefono, un gesto che ripetiamo circa 150 volte nel corso della giornata.

E’ diventato automatismo, come parlare. Internet, social network e smartphone, stanno cambiando il nostro modo di pensare e le nostre abitudini quotidiane in maniera radicale.

Le giornate sono scandite dall’uso di telefonini, tablet, posta elettronica, facebook, twitter, whatsapp, applicazioni di tutti i tipi, sms, foto, video e computer portatili. Siamo sempre connessi, il telefono a portata di mano, il tablet nella borsa. Anche il nostro lavoro non è più lo stesso. La rete e i social network sono diventati indispensabili. Se non sei su Internet, non esisti.

Quando si scarica, lo dimentichiamo a casa o non possiamo usarlo per qualche altro motivo, ci sentiamo soli, vuoti come se l’ansia ci assalisse. O quando vorremmo catturare un attimo, ma non possiamo perché sprovvisti di cellulare è come se non vivessimo a pieno quell’esperienza.